Strana cosa essere il capo. Tutti si aspettano continuamente una gran quantità di cose da te. Sei responsabile di un gruppo eterogeneo di persone che con buone probabilità non hai scelto, che non ti vanno molto a genio, con le quali forse hai assai poco in comune e che talvolta non nutrono neppure simpatia per te.

Devi riuscire a farle lavorare in modo almeno dignitoso. Sei responsabile della loro sicurezza, fisica e mentale. Devi evitare che possano farsi male, o danneggiarsi a vicenda. Devi garantire che siano in grado di svolgere i loro compiti nel rispetto delle leggi che regolano il settore (e tu stesso devi conoscere quelle leggi, i loro diritti, i tuoi diritti, i diritti dell’azienda e dei sindacati). E prima di tutto questo, devi essere capace di fare bene il tuo lavoro.

Per qualcuno essere il capo è un dono innato. E per tutti gli altri? Esistono delle regole o dei suggerimenti per imparare a essere un vero capo? Secondo Richard Templar sì. Nel suo libro “Essere il capo. Il codice del successo” (giunto alla terza edizione) Templar ne ha raccolte oltre un centinaio. Qui ne trovate 10. Buona lettura!

  1. Coinvolgili emotivamente.
    Devi convincerli – perché è vero – che il loro lavoro fa la differenza. Fai in modo che i tuoi collaboratori si curino di ciò che fanno, che si sentano utili e apprezzati. Se le persone del tuo team arrivano a lavoro la mattina pensando al momento in cui se ne andranno la sera, il team è destinato al fallimento.
  2. Inizia sempre in perfetto orario, senza aspettare l’arrivo dei ritardatari.
    Non solo non devi aspettare i ritardatari, ma nemmeno ripetere loro quanto è già stato detto. Se hanno perso qualcosa di fondamentale se lo faranno comunicare dai colleghi al termine della riunione e impareranno a essere puntuali. Un altro consiglio: non programmare un incontro per un’ora esatta , per esempio le 15:00, ma fissalo piuttosto alle 15:10. Se proprio vuoi farti notare comunica che la riunione è fissata per le 15:35.
  3. Autorizzali a commettere errori.
    Se lasci fare qualcosa a qualcuno, la prima volta è molto probabile che sbagli. Tu devi permettergli di sbagliare e devi essere pronto a rimediare subito al posto suo. Evita di sgridarli, al contrario lodali per i piccoli progressi fatti. Impareranno e lo ricorderanno per sempre.
  4. Riconosci i meriti.
    Quando i risultati sono soddisfacenti, devi sempre lodare il team a attribuirgli il merito. Anche se una vendita si è conclusa grazie al tuo lavoro, sappi che quel prodotto lo ha realizzato il team. Senza di loro tu non avresti nulla di interessante da vendere. Ed è grazie all’ottimo lavoro che hanno svolto che quella vendita si è conclusa in modo brillante.
  5. Rispetta le differenze.
    Siamo tutti diversi, per fortuna, e le differenze sono ciò che permette a un grande team di lavorare con efficacia. Questo significa che non puoi trattare tutti allo stesso modo e che devi considerare ognuno per quello che è, affidandogli i compiti più consoni alle sue capacità. Attenzione, non significa fare preferenze o lasciare agire i tuoi collaboratori come vogliono!
  6. Non pretendere di avere sempre l’ultima parola.
    Ricorda che i tuoi collaboratori sono persone adulte alle quali devi concedere lo spazio necessario per esprimersi. Se esiste un problema di disciplina è meglio affrontarlo in privato con il diretto interessato. Ricorda che correggere puntualmente tutti per ogni minima cosa è un atteggiamento che non ripaga: devi saper valutare quando è meglio lasciar correre.
  7. Tutti devono sapere che cosa ci si aspetta esattamente da loro.
    Fin dall’inizio, devi spiegare che cosa ti aspetti dai tuoi futuri collaboratori. Ognuno deve capire quale è il suo ruolo, altrimenti il rischio è che si crei confusione tra i dipendenti e perdite di tempo non indifferenti. Una strategia vincente per gestire i neoassunti è la classica soluzione dell’affiancamento a colleghi di maggiore esperienza.
  8. Impara a dire anche “sì”.
    Se ognuno propone un’idea nuova ogni settimana, a fine anno le novità saranno numerosissime. Incoraggia l’innovazione, premia le idee valide. E soprattutto sii tu il primo a proporre nuove idee e a metterle in pratica.
  9. Divertiti.
    Si può essere produttivi, efficaci, efficienti, affidabili, responsabili e divertirsi. La scelta spetta a te: nessuno ti ha imposto di essere serio e nervoso. Sei stato assunto semplicemente per svolgere il tuo lavoro. Se non ti piace il tuo lavoro, non aspettare un istante di più: cambia e lascia il posto a qualcuno a cui piacerà.
  10. Sii pronto a disimparare: ciò che funziona cambia.
    Ciò che funziona cambia e può cambiare tanto in fretta da accorgertene soltanto quando ormai è troppo tardi. Essere un buon manager significa sapersi adattare al cambiamento con rapidità e competenza. Senza queste capacità, si fa la fine dei dinosauri.

Per conoscere tutti i consigli di Richard Templar e imparare a diventare un vero capo, qui trovi la terza e ultima edizione di “Essere il capo. Il codice del successo“, disponibile in versione cartacea e digitale.