In Italia, una persona su tre muore per malattie cardiovascolari. È questo l’ultimo allarmante dato presentato in occasione della Giornata del cuore 2022, durante la quale Emanuele Folco, rappresentante della Fondazione Italiana per il Cuore, ha dichiarato che nel nostro Paese le malattie cardiovascolari sono “la prima causa di morte per gli uomini e le donne”.

Di fronte a questi dati drammatici, previsti in ulteriore peggioramento per il 2030, si sta cercando di lavorare sempre più sulla prevenzione. Per fare solo qualche esempio, è stato dimostrato che una corretta alimentazione, attività fisica e alternanza sonno-veglia riducono sensibilmente il rischio di ammalarsi.

Cosa fare se il cuore si ammala?

Qualora si iniziassero ad avvertire sintomi correlabili a una possibile malattia cardiovascolare (gonfiore, affanno, affaticamento, palpitazioni ecc…), la prima cosa da fare è, ovviamente, rivolgersi al medico di base affinché possa eseguire l’anamnesi e successivamente consigliare una visita specialistica.

Una cattiva abitudine, tanto da parte del paziente quanto da parte del medico, è quella di reagire all’insorgere di queste malattie semplicemente attraverso l’assunzione o la prescrizione di farmaci, senza andare a fondo del problema: modificare significativamente il proprio stile di vita, troppo spesso erroneamente considerato di secondaria importanza.

Cos’è la Cardiologia Integrata?

Proprio per rispondere a questo “malcostume”, è nata la Cardiologia Integrata che rappresenta un nuovo approccio alla cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari.

L’assunto dei cardiologi che sposano questa branca della Medicina è che strumenti quali la nutrizione, la fitoterapia, l’esercizio fisico, l’agopuntura e la mindfulness possano contribuire tanto alla cura quanto alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Il che non significa abolire la medicina tradizionale, ma piuttosto integrare le sue cure con uno stile di vita sano, abolendo la visione distorta per cui i farmaci bastino poiché, come scrive Luca Speciani in Cardiologia Integrata:

 “La soppressione farmacologica dei sintomi, pur alleviando per qualche tempo i problemi in essere, non cura nulla, tuttalpiù aggiusta temporaneamente dei valori e tende a cronicizzare la patologia, rendendo il paziente dipendente dal farmaco”

Un libro per approfondire: Cardiologia Integrata

Di queste medicine non tradizionali, ma utili a combattere le malattie cardiovascolari e l’abuso di farmaci, si sono occupati Massimo Fioranelli e Luca Speciani che, insieme ad altri dodici co-autori, hanno provato a fare luce sugli ultimi ritrovati della Cardiologia Integrata, tanto per gli ammalati quanto per i cardiologi che ancora non ne conoscano le pratiche. Il libro, pubblicato da Tecniche Nuove Spa, è disponibile per tutti coloro che volessero approfondire l’argomento, sia in libreria.

I curatori: Massimo Fioranelli e Luca Specianihttps://www.tecnichenuove.com/prodotto/cardiologia-integrata/

Massimo Fioranelli è Medico, Specialista in Cardiologia e Medicina Interna. Professore associato di Fisiologia Umana, Facoltà di Scienze della Formazione. Dipartimento di Scienze Umane, Università Guglielmo Marconi, Roma. Responsabile Centro di Cardiologia e Medicina Integrata, Casa di cura Villa del Rosario, Roma. Più di 200 pubblicazioni scientifiche all’attivo.

Luca Speciani è Medico chirurgo e dottore in Scienze Agrarie con master internazionale in “Nutrizione e dietetica”. Ideatore della DietaGIFT e presidente AMPAS (Medici di segnale), è docente universitario in Medicina Estetica e di segnale.