Articolo tratto dal blog su Linkedin di Emiliano Segatto sul libro Autodesk Revit per la creazione di impianti MEP,

Il testo tratta la modellazione di impianti meccanici, idraulici ed elettrici in un modello BIM: un grandissimo lavoro fatto da Simone PozzoliPaolo Roberto RossiDomenico Longo e Matteo Gianninoto, con l’apporto fondamentale dell’Ing. Danilo Miraglia dello studio DI.EMME. progetti S.r.l. – professionista molto noto nel settore e che ringraziamo tutti dal profondo del cuore per l’essenziale apporto alla pubblicazione – che si è occupato di sviluppare il progetto vero e proprio degli impianti sul quale si basano l’intero libro e il modello BIM con esso fornito.

Informazioni sul libro in brevis

Revit MEP libroIl libro è un manuale avanzato (cioè non è un libro di base) per la modellazione di impianti MEP (Mechanical, Electrical, Plumbing) con Autodesk® Revit, aggiornato alla versione 2020.

Partendo dalla collaborazione interdisciplinare, passando attraverso l’organizzazione di modelli aggregati e federati, il manuale affronta il workflow professionale per produrre i modelli BIM delle tre sottodiscipline – impianti meccanici (HVAC), idraulici ed elettrici – ricavandone le basi dai progetti architettonici.

Il volume è pensato per tutti coloro che hanno già una buona conoscenza di Autodesk Revit, che si avvicinano per la prima volta all’ambiente MEP e che vogliono imparare a utilizzarlo produttivamente.

I contenuti sono adatti non solo a operatori e BIM Specialist che devono produrre il modello, ma anche a BIM Coordinator e BIM Manager che hanno la necessità di approfondire il metodo con il quale Autodesk Revit rapporta le discipline (modelli aggregati/federati, coordinate condivise, etc). Parimenti, le spiegazioni sono utili anche agli specialisti che, pur non dovendo modellare impianti MEP, necessitano di conoscerne il flusso di lavoro per migliorare il proprio, permettendo la creazione di progetti architettonici o strutturali pronti a interagire con gli impianti.

Due dei principali valori aggiunti sono la redazione di un vero progetto impiantistico (come già scritto sopra, creato dall’Ing. Danilo Miraglia, un grande professionista del settore) e un modello BIM aggregato con impianti già modellati da analizzare e da usare come riferimento per i propri progetti. Entrambi vengono messi a disposizione del lettore che, al termine dell’apprendimento ottenibile con le spiegazioni del libro, potrà utilizzarli in totale autonomia per mettere in pratica le competenze acquisite.

Gli autori

Il libro è stato scritto da professionisti che lavorano per AM4 | Volcano High come formatori, e che hanno esperienza professionale di consulenza e progettazione.

Sono riportati qui sotto nell’ordine dei Capitoli che hanno scritto.

Simone Pozzoli è Autodesk Certified Instructor (ACI) per Autodesk Revit, trainer ufficialmente certificato dalla casa madre. Tiene corsi avanzati sull’uso collaborativo di questo software da più di dieci anni, si divide tra il lavoro di formatore e quello di consulente per l’implementazione BIM per i grandi clienti della scuola AM4 / Volcano High.

Paolo Roberto Rossi è ingegnere e BIM Coordinator, si è occupato di sviluppare i modelli BIM degli impianti antincendio, idrico sanitario, termico e HVAC dei grandi edifici direzionali simbolo del nuovo quartiere di Milano: le torri Hadid e Libeskind di CityLife. Da sempre promuove un utilizzo avanzato del software, per raggiungere una modellazione impiantistica LOD 400.

Domenico Longo è laureato in Architettura, BIM Specialist e appassionato dei processi BIM, è Autodesk Certified Professional su Revit per tutte le discipline, compreso MEP, ed è istruttore certificato Autodesk (ACI) per AM4 / Volcano High. Nella pratica lavorativa si concentra sia sul mondo impiantistico, sia su quello strutturale, confrontandosi quotidianamente con tutti gli aspetti pratici e reali di Revit in tali ambiti.

Matteo Gianninoto è progettista MEP e BIM Coordinator. È Autodesk Certified Instructor (ACI) e insegna nel MasterKeen BIM Specialist di AM4 / Volcano High. Attualmente impegnato nella formazione del team di progettazione della società in cui opera, è relatore in seminari e workshop presso la SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana).

Per chi è scritto il libro

Come sopra riportato, questo libro è stato pensato e progettato sulla base delle necessità di appassionati e professionisti che vogliono utilizzare Autodesk Revit per creare modelli digitali degli impianti MEP derivati nelle discipline meccanica, idraulica ed elettrica.

I contenuti e le spiegazioni tecniche sono stati scritti per rendere fruibile la pubblicazione agli utenti che sanno già utilizzare Autodesk Revit – almeno per la modellazione architettonica: per comprendere le spiegazioni di questo libro infatti è necessario avere una buona familiarità pregressa con il software. Per rappresentare una “continuità di apprendimento”, il libro è stato pensato come proseguo della pubblicazione Autodesk Revit 2020 per l’architettura – realizzata sempre da Tecniche Nuove S.p.a. – dal quale eredita il progetto architettonico di partenza per lo sviluppo della disciplina MEP. I due libri insieme rappresentano la somma delle competenze che un modellatore MEP professionista dovrebbe avere.

La pubblicazione quindi si rivolge a:

  • Utilizzatori base/esperti di Autodesk Revit per Architettura e Strutture, che vogliano imparare a modellare la parte MEP.
  • Utilizzatori base di Autodesk Revit per MEP, che vogliano approfondire la modellazione delle tre discipline considerate.
  • BIM Specialist, BIM Coordinator e BIM Manager che abbiano la necessità di comprendere il lavoro del modellatore di impianti per una miglior preparazione e coordinamento dei file collaborativi.

Riguardo al software, i contenuti e le spiegazioni tecniche sono stati scritti per rendere fruibile la pubblicazione agli utenti che dispongono almeno della versione 2020 di Autodesk Revit. È comunque possibile seguire le spiegazioni anche con la versione 2019 (senza tuttavia la possibilità però di utilizzare i file del Booksite, per problemi di compatibilità) nonostante alcune piccole differenze nell’interfaccia grafica, ed alcuni strumenti specifici non presenti.

Nota

Dati gli argomenti trattati, sono richieste all’utente conoscenze specifiche e pre-requisiti paragonabili alle competenze acquisibili tramite il libro Autodesk Revit 2020 per l’architettura, che abbiamo considerato la base di partenza per la verticalizzazione sulla disciplina MEP. Non vuole essere un “obbligo all’acquisto”, ma un libro su MEP contenente le basi di Revit – ottime basi – avrebbe richiesto un numero aggiuntivo di pagine quasi parificato al primo: abbiamo voluto evitare a chi l’abbia già acquistato di spendere due volte i soldi per ottenere le stesse informazioni. Si potrebbe considerare i due libri un compendio unico sul MEP per partire da zero.

I valori aggiuntivi del libro

Pur essendo una pubblicazione tecnica, come per altri libri di cui si siamo occupati non ci siamo limitati a spiegare l’utilizzo di un software, ma a fare in modo che l’intera opera abbia diversi valori aggiunti rispetto al solo imparare l’utilizzo di un software.

Concentrato sulla realizzazione del modello digitale

Una considerazione importante sulla strutturazione del libro è rappresentata dalla tipologia di professionisti cui si rivolge: i contenuti sono stati pensati non per i progettisti (nel senso che non si prefigge di insegnare a progettare, non basterebbe un libro di mille pagine per affrontare la progettazione impiantistica), bensì – e semplicemente – per chi deve riportare in BIM l’idea progettuale – cioè modellatori Revit, BIM Specialist disciplinari, BIM Coordinator, etc – perché ciò che si prefigge è l’apprendimento di come modellare un impianto già oggetto di progettazione.

Se il modellatore è anche progettista allora i vantaggi sono doppi, perché potrà comprendere a un livello più profondo l’applicazione pratica in tutti i tipi di progetto. Questo permette di rendere le spiegazioni snelle, efficaci e di facile comprensione anche per chi non ha esperienza di progettazione impiantistica vera e propria.

Un progetto realizzato professionalmente

Come già scritto, per sviluppare questo libro è stato innanzitutto creato un vero progetto di impianti, che il lettore potrà liberamente consultare direttamente nel file tridimensionale e che rappresenta un valore aggiunto enorme rispetto ai soli contenuti delle pagine.

Il modello può essere aperto, analizzato, manipolato. È possibile, dopo aver seguito le sessioni di apprendimento guidate del libro, utilizzarlo per fare pratica, controllare i parametri e comprenderne le scelte. È, in pratica, un’ulteriore fonte di apprendimento.

Di particolare valore è la realizzazione della Centrale termica, modellata con ogni tipo di particolare. È un modello completo da ammirare in ogni suo particolare: le centrali termiche non sono facili da realizzare in Autodesk Revit – contengono decine di famiglie ed elementi – e in quella presente nel file ne sono state inserite tutte le caratteristiche portanti dell’ottima progettazione.

Il progetto è stato creato dall’Ing. Danilo Miraglia, professionista molto affermato nell’ambiente, del quale viene riportata una dettagliata descrizione nel Capitolo 8, dedicato al progetto stesso.

Una miglior collaborazione per i modellatori delle altre discipline e per i coordinatori

I contenuti sono stati ponderati e bilanciati perché fossero fruibili anche a un livello più light, più leggero, da parte di modellatori, BIM Specialist e BIM Coordinator la cui disciplina professionale non è il MEP, e che non abbiano la necessità di creare personalmente l’impianto, ma piuttosto di comprendere il workflow di inserimento di tale disciplina nel proprio progetto (architettonico e/o strutturale) per impostarlo adeguatamente al livello collaborativo richiesto.

Come dire: conoscendo il flusso di lavoro che il modellatore MEP deve affrontare, è possibile creare modelli architettonici e strutturali predisposti adeguatamente, aumentando così l’efficienza collaborativa dell’intera filiera.

Calato nel BIM vero

Infine, anche all’efficienza collaborativa richiesta dal BIM reale sono indirizzate le spiegazioni della pubblicazione, perché proprio dalla collaborazione tra discipline si parte per l’estrapolazione del modello progettuale nel quale creare gli impianti: nel flusso di lavoro reale, infatti, si parte quasi sempre da un progetto già esistente (in rarissimi casi un impianto è fine a sé stesso o slegato da opere architettoniche o strutturali).

Per tale motivo un altro valore aggiunto di questo libro sono i primi tre capitoli che pur non parlando strettamente di MEP ne costituiscono la “conditio sine qua non” senza la quale non è possibile avviare la fase di realizzazione di questa disciplina all’interno di un processo BIM collaborativo.

Argomenti quali la condivisione delle coordinate, il collegamento dei modelli, la creazione di modelli federati/aggregati e URS viene affrontata per la prima volta in un libro – oggettivamente e senza falsa modestia – con una profondità tutt’oggi non reperibile in nessun’altra pubblicazione riguardante questo software.

Anche per gli interessati alla singola disciplina

Infine, il libro è stato pensato perché sia di facile accesso anche a progettisti che siano interessati a una sola parte disciplinare. Per tale motivo ogni applicazione impiantistica (meccanica, idraulica ed elettrica) è stata affidata ad autori diversi che hanno creato i contenuti pensando agli specialisti di settore. I primi quattro Capitoli sono la base comune che permette di allinearsi al flusso BIM ed estrapolare ciò che serve per iniziare la propria fase di modellazione.

Dal quinto in poi il modellatore interessato agli impianti meccanici, per esempio, può seguire il solo Capitolo 5, mentre quello interessato agli impianti idraulici può consultare direttamente il Capitolo 6, oppure il 7 per gli impianti elettrici.

Curva di apprendimento multidisciplinare

Il libro è basato sulla disciplina MEP suddivisa nelle sottodiscipline meccanica, idraulica, elettrica. Ma non solo. L’intero progetto infatti si basa su un modello architettonico pregresso.

Per quanto riguarda il MEP, anche se come scritto nel paragrafo precedente è possibile accedere direttamente alla sottodisciplina di interesse, i contenuti sono stati costruiti in modo che le impostazioni che ognuna delle tre ha in comune con le altre venga spiegata una sola volta e non ripetuta.

Per tale motivo l’ordine seguito non è quello dell’acronimo MEP (cioè meccanici, elettrici e idraulici), ma quello dell’ideale curva di apprendimento, in base alle funzioni e impostazioni che esse condividono e che quindi non necessitano di ripetizione: impianti meccanici, idraulici ed elettrici.

In questo modo la secessione dei Capitoli, richiedendo la comprensione delle basi contenute in quello precedente, funge da legante e, anzi, da potenziatore della comprensione.

Ciclo di apprendimento completo

Il libro è stato scritto riportando in un opera scritta il sistema didattico che usiamo nei corsi e nei master Volcano High: il ciclo di apprendimento LDA (Lecture – Demo – Action).

In tale ciclo si porta lo studente – in questo caso il lettore – a raggiungere l’apprendimento, cioè a saper fare a propria volta, tramite tre diverse fasi che prevedono tempi e tecniche diverse:

  • Lecture (spiegazione). L’argomento viene esposto giustificandone l’utilità e spiegandone le implicazioni, il funzionamento, i principi alla base e, nel caso di software, i comandi e gli strumenti che verranno utilizzati.
  • Demo (dimostrazione). In questa fase l’argomento viene dimostrato con esercitazioni – solitamente eseguite dall’istruttore/dallo scrittore, nel caso di questo libro insieme al lettore – nelle quali non si crea un progetto completo ma ci si concentra sulla parte interessata dal comando o dallo strumento, utilizzando gli strumenti necessari al singolo argomento. Vengono inoltre fornite le istruzioni per comprendere “la forma mentis” dello strumento, per fare in modo che il lettore possa applicarlo a diverse situazioni.
  • Action (esercitazione). In quest’ultima parte del ciclo di apprendimento lo studente/il lettore mette in pratica in autonomia le nozioni acquisite all’interno di un dataset, mettendosi in gioco e applicando quanto imparato per raggiungere obiettivi e risultati. È il momento in cui la conoscenza diventa competenza (cioè “capacità di fare”).

In questo libro le prime due fasi, argomento per argomento, sono affrontate all’interno dei singoli Capitoli, dove ogni disciplina viene spiegata con una dinamica dapprima basata sul passo-passo e che poi evolve in flussi sempre più “workflow”. Ogni Capitolo contiene spiegazioni teoriche ed esercitazioni “guidate”, quindi rientranti nelle fasi Lecture e Demo del ciclo di apprendimento.

L’ultima fase, Action, che porta all’apice tale ciclo è rappresentata dal Capitolo 8, nel quale affronterete la parte di esercitazione personale: avrete a disposizione sia il progetto tecnico e tecnologico eseguito da DI.EMME.

Progetti Srl sull’edificio per l’impianto meccanico e l’impianto idraulico, sia il dataset del modello intero dell’edificio. Potrete mettere in pratica voi stessi le nozioni acquisite nei capitoli precedenti sul modello intero, all’interno del quale troverete già presenti parti di impianti modellati dai quali potete prendere esempio per completare voi stessi la modellazione delle diverse discipline MEP.

Le parti già modellate degli impianti sono state inserite perché facciano da riferimento. Potete selezionarne gli elementi, valutarne l’impostazione dei parametri, osservarne la posa e il percorso, ragionare sulle scelte fatte dal progettista per comprenderne le funzionalità. Si tratta del Capitolo meno scritto, ma è il più importante: non può esserci ciclo di apprendimento se il lettore non ha la possibilità di esercitarsi su un modello concreto, mettendosi alla prova per raggiungere obiettivi e risultati, dai quali trarre il massimo insegnamento.

Si tratta, in pratica, del banco di lavoro sul quale opererete per raggiungere il vostro massimo apprendimento, che dipenderà direttamente da quanto lavorerete sul modello.

In pratica, grazie a questi aspetti, avrete l’occasione di essere i completi fautori del vostro miglior apprendimento.

Organizzazione del libro

Infine, un approfondimento sui contenuti dei diversi capitoli.

Gli argomenti sono stati strutturati con l’attenzione rivolta al flusso di lavoro reale, legato all’impiego di Autodesk Revit in una commessa di modellazione MEP.

L’approccio alla modellazione della triplice disciplina richiede conoscenze assodate sul software, che se da un lato ne fanno un libro avanzato, dall’altro permettono un approccio di spiegazione allineato con il workflow lavorativo vero e proprio.

Per questo motivo, come accennato nel paragrafo precedente, ogni capitolo relativo alla singola sottodisciplina (impianti meccanici, idraulici ed elettrici) è stato sviluppato da un diverso professionista con spiegazioni e terminologia proprie della specializzazione, usando un workflow “a compartimenti stagni”.

In questo modo chi è interessato solo alla parte elettrica, per esempio, può affrontare direttamente la parte di proprio interesse, anche se è bene che tenga presente che molte delle spiegazioni in essa contenute si basano su conoscenze e competenze acquisibili con la lettura dei capitoli precedenti.

I contenuti seguono, nella prima parte del libro, il normale flusso di lavoro della disciplina MEP – cioè l’interazione con le altre discipline dalle quali si ricavano i modelli per l’inserimento della parte impiantistica – per arrivare, con il quarto capitolo, alla base comune: i vani e le zone, dalle quali dipendono molte delle impostazioni che deriveranno nelle discipline stesse. Da questo punto in poi il libro può considerarsi ramificato in tre parti, fruibili anche separatamente: impianti meccanici, idraulici ed elettrici.

Di seguito è riportata una beve descrizione di ogni Capitolo di questo libro, per fornirvi un veloce riassunto delle tematiche affrontate.

Capitolo 1. Sistemi di coordinate 

La moderazione BIM di un impianto MEP inizia dal ricavare dal progetto disciplinare architettonico o strutturale tutti gli oggetti che servono a definire gli elementi del progetto impiantistico.

In poche parole, il MEP è la disciplina che più di tutte si basa su file collaborativi, in gergo chiamati anche Federati o Aggregati, che fanno da collettori dell’intero progetto. In essi, basati su file collegati, la prerogativa più importante è l’utilizzo di un sistema di coordinate condivise che permetta a ogni disciplina di sovrapporsi e intersecarsi perfettamente con le altre.

Per questo motivo il libro parte con un argomento quale appunto i sistemi di coordinate in Revit, che pur non essendo relativo a una fase “action” di modellazione ne rappresenta il primo passo del workflow professionale.

In questo capitolo imparerete a riconoscere, utilizzare e gestire i sistemi di coordinate di Autodesk Revit.

Capitolo 2. Collegamento tra file

Poste le base di un corretto allineamento tra i sistemi di coordinate, in questo Capitolo parleremo di come collegare tra loro i file disciplinari in Autodesk Revit per creare modelli federati o aggregati collaborativi, nei quali inserire quelli relativi agli impianti meccanici, idraulici ed elettrici.

Perché ogni modello collabori alla correttezza progettuale è importante che tutti condividano il corretto sistema di coordinate. Motivo per cui in questo capitolo daremo per scontato ciò che è stato spiegato nel primo.

Capitolo 3. Impostazione del file disciplinare MEP

Per avviare la fase di modellazione è necessario estrapolare dal modello generale gli elementi e gli spazi che servono ad effettuare inserimenti e posizionamenti progettuali.

Per tale motivo dopo aver compreso come creare modelli Federati o Aggregati con il corretto sistema di coordinate sarete pronti ad effettuare, in questo Capitolo, le operazioni preliminari per creare il file nel quale modellare gli impianti ricavando le parti di interesse delle altre discipline che possono dipendere da essi, quali per esempio pavimenti, muri, solai, controsoffitti, locali, etc.

Capitolo 4. Vani e zone

Tutte e tre le discipline MEP si basano sull’uso di un particolari oggetti, chiamati Vani e Zone, alle quali si applicano i parametri progettuali che poi influiscono sugli elementi di progetto, come per esempio le impostazioni dei flussi.

Nel workflow professionale si tratta della prima cosa da fare dopo aver estrapolato i file nei quali inserire il proprio progetto. Imparato a gestire Vani e Zone, anche ricavandole dai Locali della disciplina architettonica, sarete pronti ad affrontare la vera e propria fase di modellazione dei tre sistemi disciplinari.

Da questo punto in poi il libro può essere fruito in sequenza o andando direttamente al Capitolo della disciplina di interesse. È importante però essere consci che le tre discipline MEP condividono alcune caratteristiche che non verranno ripetute nei tre Capitoli di cui sopra, quindi rimane fortemente consigliato leggerli in ordine anche se non della materia che interessa personalmente.

Capitolo 5. Modellazione dell’impianto meccanico

Questo Capitolo è il più corposo di tutto il libro per due motivi.

Primo, contiene le spiegazioni sulla modellazione dell’impianto meccanico, per il quale Revit dispone delle funzioni più complete in assoluto, e che quindi richiedono un numero maggiore di pagine per essere affrontate.

In secondo luogo, molte tecniche e impostazioni che vengono descritte sono identiche a quelle da usarsi per le altre due discipline, e sono spiegate unicamente all’interno di questa parte, consentendo ai Capitoli successivi di essere più concentrati sulle tecniche di modellazione verticale della disciplina stessa.

Inoltre, questo Capitolo affronta le impostazioni con una profondità maggiore perché, avendo il libro come fine ultimo l’apprendimento, daremo per scontato che nei Capitoli successivi questo sia già avvenuto rispetto agli argomenti qui affrontati.

Capitolo 6. Modellazione di impianti idraulici

Nel sesto Capitolo vengono trattati gli argomenti relativi alla modellazione di impianti idraulici – chiamati anche idrici – che molto hanno in comune con il workflow degli impianti meccanici. Le spiegazioni sono quindi concentrate su ciò che tali impianti hanno di diverso rispetto a quelli meccanici, aggiungendo praticamente competenze a quelle ricavate dal Capitolo precedente.

Capitolo 7. Modellazione di impianti elettrici

Nel settimo Capitolo affronteremo la disciplina elettrica. Daremo per scontato che il lettore conosca le basi della progettazione di questo tipo di impianti, concentrandoci sulle funzioni che Autodesk Revit mette a disposizione per inserirla all’interno del progetto.

Capitolo 8. Il progetto creato per il libro

Infine, nell’ultimo Capitolo affronterete la parte di esercitazione autonoma del ciclo di apprendimento del libro consultando il progetto tecnico e tecnologico di DI.EMME. progetti (Ing. Danilo Miraglia) e lavorando direttamente sul Dataset dell’intero edificio.

Conclusioni

Come molti sanno (e scritto e commentato nei post) questo libro ha avuto una gestazione molto lunga per alcuni semplici motivi, il primo dei quali risiede nella volontà di creare, come sempre, un prodotto dai molti valori aggiunti, non solo un “libro su Revit MEP” che ne elencasse i comandi.

Inoltre, come ogni altro libro di cui ci siamo occupati, è necessario non dimenticarsi che una buona pubblicazione tecnica si basa su un ottimo progetto, perché non si può parlare di una disciplina MEP basandosi su elementi o intere parti di impianti senza aderenza al mondo progettuale reale.

Già non è possibile farlo per alcuna disciplina, figurarsi su una triplice come il MEP. L’attenzione dedicata al progetto vero su cui si basa il libro è stata massima, e ha richiesto tempo – il giusto tempo – per fare in modo che gli autori potessero basarsi su di esso per fare il loro grande lavoro: trasmettere conoscenza che possa essere utilizzata in modo pratico nel lavoro di tutti i giorni, o per acquisire competenze da spendere “realmente” nel mondo del lavoro, non solo a parole.

Come ogni nuova pubblicazione che abbiamo fatto, la gestazione è stata lunga, ma il risultato è un concentrato di professionalità assoluta.

Speriamo come sempre – mi sento di esprimere questa considerazione anche a nome degli autori – che il lavoro fatto sia utile per molti di voi a ricavarsi nuove occasioni lavorative in modo concreto.

Perché questa è l’aspettativa di chi acquista un libro su strumenti e processi per il BIM.

Perché questo è il dovere che ogni autore di questo genere di pubblicazioni deve adempiere.

Potete trovare il manuale dedicato all’uso di Autodesk® Revit per la progettazione di impianti MEP cliccando qui.

Revit MEP libro